La misura Beni Strumentali (detta anche “Nuova Sabatini”) è l’agevolazione messa a disposizione dal Ministero dello sviluppo economico con l’obiettivo di facilitare l’accesso al credito delle imprese e accrescere la competitività del sistema produttivo del Paese.

In particolare, si vogliono incentivare gli acquisti (anche tramite leasing) di macchinari, attrezzature, impianti, beni strumentali ad uso produttivo e hardware, nonché software e tecnologie digitali.

La misura rientra nel piano Industria 4.0: infatti Il contributo del Ministero dello sviluppo economico è un contributo il cui ammontare è determinato in misura pari al valore degli interessi calcolati, in via convenzionale, su un finanziamento della durata di cinque anni e di importo uguale all’investimento, ad un tasso d’interesse annuo pari al:

• 2,75% per gli investimenti ordinari (pari al 7,7% del valore dell’investimento);

• 3,575% (pari al 10% del valore dell’investimento) per gli investimenti in tecnologie digitali e in sistemi di tracciamento e pesatura dei rifiuti (investimenti in tecnologie cd. “industria 4.0”. ossia che rientrano negli allegati 6/A e 6/B alla circolare 15 febbraio 2017 n.14036 e s.s.mm.ii.).

 

Gli investimenti devono soddisfare i seguenti requisiti:

• autonomia funzionale dei beni, non essendo ammesso il finanziamento di componenti o parti di macchinari che non soddisfano tale requisito;

• correlazione dei beni oggetto dell’agevolazione all’attività produttiva svolta dall’impresa.

 

Possono beneficiare dell’agevolazione le micro, piccole e medie imprese (PMI) che alla data di presentazione della domanda:

• sono regolarmente costituite e iscritte nel Registro delle imprese o nel Registro delle imprese di pesca;

• sono nel pieno e libero esercizio dei propri diritti, non sono in liquidazione volontaria o sottoposte a procedure concorsuali;

• non rientrano tra i soggetti che hanno ricevuto e, successivamente, non rimborsato o depositato in un conto bloccato, gli aiuti considerati illegali o incompatibili dalla Commissione Europea;

• non si trovano in condizioni tali da risultare imprese in difficoltà;

• hanno sede in uno Stato Membro purché provvedano all’apertura di una sede operativa in Italia entro il termine previsto per l’ultimazione dell’investimento.

 

Sono escluse le aziende che operano nei settori delle attività finanziarie e assicurative e quelle connesse all’esportazione e per gli interventi subordinati all’impiego preferenziale di prodotti interni rispetto ai prodotti di importazione.

Le prenotazioni di contributo nel mese di settembre sono calate sensibilmente rispetto ai mesi precedenti.

Grazie alle agevolazioni concesse per investimenti cosiddetti in “Industria 4.0” erano ormai diversi mesi che anche il contributo a valere sulla Nuova Sabatini (soprattutto “maggiorata” per “tecnologie digitali”) segnava volumi importanti di prenotazioni.

Se tali volumi dovessero riprendere è prevedibile che le disponibilità possano esaurirsi entro fine anno.

Grande attesa per l’eventuale rifinanziamento della misura: dopo oltre 4 anni di operatività è auspicabile che venga inserito il concetto di “rotazione” per le imprese beneficiarie che hanno già usufruito dell’intero plafond disponibile.