Nella sua attuale configurazione, il superammortamento, prevede una maggiorazione del 30% del costo fiscalmente deducibile delle quote di ammortamento o dei canoni di leasing dei beni strumentali.

Probabilmente l’agevolazione non verrà riproposta, perché sostituita nella legge di Bilancio 2019 da una nuova misura che prevede la tassazione agevolata al 15% del reddito corrispondente agli utili reinvestiti per l’acquisizione di beni materiali strumentali e per l’incremento dell’occupazione (c.d. Mini-Ires). 

Dai primissimi approfondimenti emerge che, il taglio di nove punti dell’Ires riguardante la spesa effettuata in assunzioni a tempo determinato o indeterminato e in beni strumentali, essendo calcolato su base incrementale rispetto ai costi sostenuti nel 2018, potrebbe risultare più complicato in fase applicativa, ma soprattutto meno conveniente per le imprese.

Dal punto di vista delle imprese, in effetti, il superammortamento favorisce e stimola gli investimenti di tipo sostitutivo relativamente a beni tradizionali sotto il profilo tecnologico, determinando attualmente un risparmio fiscale netto del 7,2%.

L’incentivo riguarda acquisti di beni strumentali nuovi (escluse le autovetture) effettuati sino al 31 Dicembre 2018, oppure anche nel primo semestre 2019, in presenza di ordini accettati dal venditore entro fine 2018 con pagamento di un acconto pari almeno al 20% del costo d’acquisto.

In una situazione che, nel corso del 2018, ha già visto le imprese impegnate a fare importanti investimenti in beni strumentali, molti soggetti sembrano orientati ad anticipare la stipula dei contratti per l’acquisto di beni strumentali che prevedono il versamento al fornitore di un acconto, almeno pari al 20% del costo risultante dal contratto, per potersi garantire il beneficio fiscale netto del 7,2%.

 

Discorso simile sembra riproporsi anche per l’iperammortamento, che attualmente garantisce un risparmio Ires del 36% sugli investimenti tecnologicamente evoluti in ottica 4.0. In questo caso però l’estensione temporale per effettuare gli investimenti (sempre con ordini e acconti del 20% entro fine anno) si protrae fino al 31 Dicembre 2019.

La rimodulazione della disciplina dell’iperammortamento, nella versione attualmente recepita dalla bozza della nuova legge di Bilancio, prevede che, la maggiorazione del costo di acquisizione degli investimenti, si applica nella misura del 150 per cento per gli investimenti fino a 2,5 milioni di euro; nella misura del 100 per cento per gli investimenti compresi tra 2,5 e 10 milioni di euro e nella misura del 50 per cento per gli investimenti compresi tra 10 e 20 milioni di euro.

Risulta pertanto evidente che, soprattutto per investimenti più rilevanti, conviene accelerare la chiusura degli ordini pagando gli acconti entro il 31/12/2018. 

Ipotizzando un investimento singolo di 10 milioni di euro, la rimodulazione delle aliquote potrebbe determinare una riduzione del beneficio fiscale netto dal 36% al 27% sul medesimo investimento.